Il Partito

Il Partito Società e Famiglia (SeF) vuole promuovere un radicale rinnovamento delle istituzioni e della società in Italia ed in Europa attraverso la riscoperta della valenza politica-economica-sociale della famiglia. Per famiglia intendiamo una società naturale, composta da genitori, figli e generazioni precedenti, che agiscono in un contesto di relazioni dettate da regole condivise e basate sul rispetto, sulla sussidiarietà e sulla solidarietà.

La famiglia, infatti, oltre ad avere rilievo giuridico-etico-religioso, è il vero motore dell’economia e del vivere sociale. Solo all’interno dei rapporti che si vivono nella famiglia matura la crescita integrale della persona, e si crea il fondamento solidale del vivere sociale; solo all’interno di una visione corale che tiene conto del benessere individuale ma anche di quello delle generazioni future si può realmente pensare ad una politica volta al “bene comune”; solo capendo le dinamiche dell’economia familiare si potrà uscire dal consumismo individualista e ripensare un rilancio dell’economia basato sugli effettivi bisogni delle persone.

Il progetto del Partito, di lunga durata ed ampio respiro, ha dunque come idea centrale la famiglia, realtà universalmente valida, valore e modello della società. Partendo da questi presupposti è necessario dare un nuovo assetto ad ogni settore, dall’educazione all’assistenza sociale e sanitaria, dalla giustizia al lavoro e ad ogni altro campo sociale. Punti qualificanti del progetto sono:

  • Difesa della dignità della persona e promozione dei diritti della famiglia.

  • Iter scolastico inteso come promozione e formazione completa della persona, nel rispetto del primato educativo della famiglia, comunque garantito dallo Stato.

  • Sistema tributario organizzato per una diversa modulazione delle aliquote e della base imponibile rapportata alle risorse ed ai carichi familiari.

  • Incentivazione dell’impresa basata sul modello famiglia.

  • Revisione delle politiche del lavoro e dell’impiego finalizzata alla maggiore occupazione.

  • Recupero della funzione delle banche quali intermediari finanziari a favore dello sviluppo dell’economia reale (finanziamenti alle aziende ed alle famiglie).

  • Nuovo ordinamento della giustizia, in funzione di una maggiore efficacia, della certezza e congruità della pena; riforma del CSM che lo garantisca dall’influenza della politica.

  • Riforma della organizzazione sanitaria: sviluppo di un sistema in cui la famiglia sia soggetto prioritario, anche come veicolo di assistenza.

  • Perseguimento di una maggiore sicurezza nel capillare controllo del territorio.

  • Nuova legge sull’ordinamento della pubblica amministrazione per agevolare l’utenza; abolizione dello spoil system e organizzazione di un sistema efficace di controllo in tutte le P.A.

  • Riordino della spesa pubblica con eliminazione dei costi inutili e degli sprechi.

  • Ridimensionamento significativo dei costi della politica, e adozione di norme che ne escludano l’ingerenza nella vita economica del Paese a livello locale e nazionale.

  • Integrazione degli immigrati con specifici programmi culturali, finalizzati allo studio della lingua, della cultura, delle norme civiche e della professionalità lavorativa.

È necessario che della ricostruzione della società si occupino donne ed uomini non impegnati in vecchi scenari politici, capaci di proporre ideali solidi e di condurli a compimento con coerenza. Essi dovranno offrire la necessaria disponibilità a servire i principi in maniera disinteressata, avendo come obiettivo il Bene comune inteso nella sua accezione ideale, forma ed ispirazione di quella materiale, facendo così vivere all’azione politica la sua vera funzione di servizio alla comunità.

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