È passato un mese e ventidue giorni dalla riunione del Consiglio Nazionale di Società e Famiglia che decideva di mettere a frutto l’occasione delle elezioni al Parlamento europeo con la nostra partecipazione.

L’ambizione di raccogliere tante energie buone intorno a valori forti e condivisibili su cui poggia l’impianto di Società e Famiglia deve trovare un momento di confronto con le altre realtà e possibilmente contare sul supporto di chi ci crede. Non avendo per il momento la forza di partecipare da soli alle competizioni elettorali è parso naturale al massimo organo decisionale di interpretare le indicazioni del Congresso generale e di collegarsi con altre realtà politiche purché vicine ai principi in cui crediamo. In questo modo è nata la candidatura del Presidente di SeF alle elezioni del 26 maggio, nella lista “Popolari per l’Italia”, guidata dall’On. Mauro.

L’opportunità positiva del momento era rappresentata agli occhi dei Consiglieri da due aspetti: uno ideale costituito dalla necessità di lottare per i nostri grandi valori; l’altro, pratico, rappresentato dal fatto che bisogna fare il tentativo di entrare nei sistemi decisionali per migliorare la politica.

I primi 20 giorni son passati affrontando aspetti burocratici e di preparazione della lista, finché a metà della Settimana Santa si è avuta la certezza di poter iniziare la corsa. Una corsa ad ostacoli, e, ancor più, nel buio mediatico, per una realtà piccola come la nostra. Abbiamo chiamato a raccolta familiari, amici, conoscenti; abbiamo utilizzato i moderni strumenti dei media, abbiamo raggiunto di persona diversi posti vicini e lontani. Abbiamo avuto dinieghi, sorrisi e incoraggiamenti. Abbiamo scoperto che molti volevano una parola di speranza e gradivano trovare chi aveva tempo per parlare con ciascuno. Abbiamo trovato persone di grande capacità relazionale, che dopo aver abbandonato per anni la ricerca di consenso, si sono rimesse in movimento riannodando fili sottili ma idealmente pronti a creare una rete. Molto ha giovato la nostra credibilità e coerenza testimoniata da tanti anni di professione e di attività disinteressata. Siamo partiti da zero, ed il risultato è lì, nel sito del Ministero, visibile a tutti e analizzabile da tutti.

La lista non ha nemmeno lontanamente sfiorato il 4%. Nell’ambito della lista il Presidente di Società e Famiglia è il secondo più votato in campo nazionale, con 462 voti al Centro e 1909 al Meridione.

Qualcosa di buono possiamo ricavare da questi semplici dati, ricordando gli obiettivi prefissi.

Sapevamo che nelle condizioni politiche attuali non potevamo contare su un risultato miracoloso. Tuttavia ora, come aggregazione di movimenti che finalmente mettono insieme le forze per un obiettivo comune, sappiamo di poter contare su un patrimonio iniziale vero, rispetto allo zero in cui virtualmente ci perdevamo. Abbiamo avuto un credito basato oltre che sui principi generali e generici enunciati in queste pochissime settimane di campagna elettorale, soprattutto sulle nostre persone.  Lavoro utilissimo, perché abbiamo identificato nelle persone che ci hanno supportato quelle che possono diventare uno snodo per lo sviluppo e la moltiplicazione ragionata. Contando su questo, che rappresenta una rete diffusa in tutta l’Italia, metteremo in campo tutti gli sforzi adeguati per utilizzare efficacemente il megafono dei media nelle prossime occasioni elettorali .

C’è da esser grati agli amici che hanno dato tante testimoniare di stima e di affetto. E a tante persone che, di rimbalzo sulla loro testimonianza, ci hanno dato fiducia e sostenuto. Per loro continueremo a lavorare e costruire una vera alternativa politica, di valori e programmi, che contrasti il pensiero unico e divisivo caratteristico dei partiti attualmente presenti nel Parlamento italiano.

Si impone poi la constatazione che tanti, ancora una volta, non sono andati a votare (il 43,9%). In gran parte degli astenuti la motivazione è chiaramente la delusione politica. Gli altri hanno scelto di partecipare e sostenere coloro che hanno gridato più forte. Si sono entusiasmati forse alle promesse di sicurezza, protezione dei loro benefici personali, e facili guadagni? Non hanno avvertito la compresente istigazione alla violenza, l’incoerenza di vita, l’irrealizzabilità di tante promesse fantasiose? Oppure sono gli inossidabili fedeli della religione del male minore (che resta sempre un male)? Per questi che abboccano alle false promesse c’è una sola domanda: “siete, sarete forse felici nel constatare le conseguenze della vostra decisione?”.

 

 

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