Lavoro o reddito. TAV o cannabis.

Non ci piace parlare male degli altri, e in realtà non lo faremo. Dobbiamo però analizzare quello che la legislatura dominata dal governo gialloverde ci propina, e si tratta di iniziative che mostrano come essa non sia granché differente dalle precedenti.

Siamo stati per decenni condotti, attraverso falsi problemi e soluzioni di comodo, verso una società in cui sono diminuiti i doveri, il lavoro, il benessere, mentre aumentavano le pretese di diritti fasulli: una società in decadenza. Gli storici diranno che questo avviene periodicamente, e che, considerando globalmente il percorso dell’umanità, si può essere ottimisti nel senso di un miglioramento globale delle condizioni di vita. Ci addolora comunque il percorso caratterizzato da maggiori sofferenze.

È vero che la decadenza porta ad un risveglio, ma è necessario che lo realizzino persone che si sono mantenute immuni da quella decadenza. Oggi noi contiamo di essere fra queste.

Perciò, in attesa di contare su una forza numerica consistente, divulghiamo la nostra posizione critica nei confronti dei governi della legislatura precedente e purtroppo anche nei confronti dell’attuale.

Questo governo ci sembra imbrigliato da alcune tematiche parziali, ancora incapace di pensare ad un vero cambiamento di ampio respiro. Anche altre volte nei nostri documenti abbiamo indicato che è opportuno attuare una strategia diversa, di rinnovamento globale  per risolvere le gravi questioni che attanagliano in tutti i campi la società italiana. Di questa strategia, della disponibilità a mettere a punto un piano di rinascita per l’Italia non vediamo nessun segno. Siamo inondati da slogan che promettono miracolosi cambiamenti: ma i provvedimenti che prendono vita, direi meglio i tentativi di provvedimenti, vista l’incapacità ideativa e di elaborazione che caratterizza governo e Parlamento, sono fotocopie di provvedimenti già criticati in passato perché messi in atto dagli avversari politici nei decenni precedenti. Gli slogan restano contenitori vuoti.

Ne sono chiaramente esempi il salvataggio delle banche, le decisioni No TAV no Triv, il reddito di cittadinanza, la lotta agli sprechi, la lotta ai privilegi, l’eliminazione delle tasse e dei balzelli eccessivi, l’assenza di provvedimenti che tendano a risanare i contenuti (programmi) e i contenitori scolastici (scuole, corpo insegnante).

Per essere concreti facciamo un breve ragionamento esemplificativo. Gli italiani hanno bisogno di lavoro. Che cosa più facile che confermare l’esecuzione di lavori già avviati, in attesa di crearne altri? Sappiamo che il lavoro genera soldi, i soldi generano benessere ed altro lavoro. Eppure, invece di confermare l’esecuzione della cosiddetta TAV (non si tratta di alta velocità, bensì di una linea più diretta ed efficiente tra Torino e Lione), si sta cercando di bloccarla, senza peraltro ottenere l’obiettivo cercato (ambientalista). Infatti, e qui riporto passi di un articolo di Marco Causi, Professore di Economia industriale e di Economia applicata all’Università degli Studi di Roma Tre, i benefici della cosiddetta TAV sono anche ecologici, e gli svantaggi in realtà sono minori tasse indirette per il popolo. Sui benefici “ambientali e su quelli relativi al costo del trasporto merci c’è poco da dire. Una tonnellata di merci trasportata da un treno moderno produce meno del venti per cento della CO2 dell’equivalente trasporto su strada e costa la metà”. Sugli svantaggi “le perdite sarebbero due: la riduzione delle entrate fiscali per lo Stato provocata dalla riduzione dei consumi di benzina e la contrazione del volume d’affari delle società che gestiscono i tunnel autostradali….”. Secondo i no TAV, “gli svizzeri sarebbero dei poveri sciocchi a spendere soldi pubblici per costruire ferrovie e liberare le strade dai TIR. L’Italia sarebbe molto più avanzata poiché impone un elevato prelievo tributario sulla benzina” !!!!!

Paradossalmente bloccando la TAV il governo prenderebbe una decisione a svantaggio di quel popolo che a parole affermano di voler proteggere. Incredibile dictu, direbbero i Romani, quelli veri. E poi c’è la questione della proposta di legge sulla cannabis a cinque stelle: che si fumino pure tutti gli italiani il cervello, così non pensano ai problemi….

Dall’altro lato si è battuta la grancassa su reddito di cittadinanza e pensionamento anticipato. Con due caratteristiche simili: né l’uno né l’altro sono portatori di maggiori introiti nelle casse dello Stato. Perciò generano soltanto ulteriori debiti che chissà quali Paperoni italiani o stranieri un giorno dovranno sanare.

O questi illuminati governanti pensano che tanto i debiti non si pagano? Un eventuale fallimento dell’Italia ci renderebbe schiavi di qualcuno in patria o migranti altrove. A meno che non si riscopra l’anima cristiana da sempre ancora di salvezza, così ben illustrata nella parabola del figliol prodigo che, dopo aver dissipato le sue sostanze, poté ritrovare un lavoro solo per la magnanimità di suo padre.

Un suggerimento per il governo: lavoro per tutti gli italiani, unico obiettivo, unica salvezza.

Commenti

comments