Nutella, supplí, e rigatoni. La politica italiana.

di Elvio Covino

 

La politica italiana è capace sempre di stupire. Ti aspetteresti un governo del cambiamento che, analizzate le problematiche esistenti, riunisca politici e tecnici intorno ad un tavolo con l’impegno di far uscire il fumo dai cervelli, fino stabilire ragionevoli strumenti di azione. E invece intorno a un tavolo i nostri politici ci si mettono, ma in realtà solo per gustarsi fumanti piatti di rigatoni, invitanti supplì, dolci tentazioni. Alla faccia di chi fa difficoltà a permetterseli.

Ci dirà, qualcuno, che noi di SeF non attiriamo consensi né voti proprio perché siamo troppo seri: gli italiani vogliono soltanto illudersi. Temiamo che sia proprio vero. Purtroppo, ci dicono, la politica è stata sempre così: panem et circenses nell’epoca romana, feste farine e forca nei secoli più vicini a noi. Al popolo piace questo. Ed è perciò che il popolo, quello italiano, quello che per DNA, tradizione e cultura dovrebbe essere abbastanza evoluto, progredito, civile, sta tornando sempre più chiaramente come nell’epoca dei romani, con le pezze sul sedere. Tanto è vero che molti ritengono che anche queste siano superflue e fanno leggi ad hoc.

Però noi pensiamo diversamente. Crediamo che intorno a un tavolo per mangiare ci si debba sedere tre volte al giorno, e non di più, e tantomeno  correndo da una parte all’altra della penisola e del mondo per farsi vedere, senza avere il tempo di pensare. In questa frenesia come si fa ad affrontare i veri problemi della nostra società? Come si fa ad analizzare i difficili parametri che governano l’attuale economia, e per conseguenza come si fa a cercare soluzioni adeguate nei diversi campi? In passato abbiamo criticato aspramente la repubblica dei forchettoni, la repubblica dei magna-magna; ebbene ora questa stessa Repubblica sfacciatamente viene propagandata nei social! Sembra che l’attività dei nostri politici sia soltanto quella di gridare qualche frase a effetto, riempirsi la bocca di cose non fatte ma promesse oppure di pietanze gustose che magari altri non possono permettersi, correre a destra e a manca a dare pacche sulle spalle senza realmente fermarsi a scoprire i veri problemi o le vere identità di quelli che incontrano. E questo fa pensare che chiaramente si tratta di politici di piccolo spessore che non meriterebbero di occupare posti di responsabilità. Nonostante quello che dicono e che promettono, o come vogliono apparire, la loro identità è dimostrata dalla vita personale e familiare. Non vogliamo entrare in dettagli perché sappiamo che c’è anche una certa libertà di decidere della propria vita. Il problema è che dando dimostrazioni di inefficienza nella propria vita, si pretende di governare quella altrui.

Noi siamo seri. Noi pensiamo che bisogna riflettere, coordinare gli sforzi, condividere i ragionamenti e attraverso questo lavorio trovare le soluzioni. Pensiamo che l’esempio da imitare sia sperimentato, quello della buona famiglia. Pensiamo che l’unico regalo che gli italiani dovrebbero apprezzare veramente è l’incentivo al lavoro. E con questo pensiamo che si possa aiutare la famiglia e ciascuna persona a riemergere dall’attuale mancanza di dignità che né improbabili mance, né folli promesse poco credibili possono permettere di recuperare.

L’Italia merita molto di più che un supplì virtuale!

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