Il mio intervento vuole solo essere integrativo all’articolo della signora Evy De Marco e spero condiviso come sforzo per articolare il Nostro progetto politico. Se la signora Evy De Marco ha parlato di scuola, sicuramente, come me, che sono insegnante, è una addetta ai lavori. Mi fa piacere pure condividere l’entusiasmo per la autonomia della regione Lombardia. Purtroppo, io parlo dalla Sicilia, che già ha uno statuto speciale addirittura da prima della Costituzione Italiana: statuto speciale solo di facciata, considerato che la mia isola non si è mossa molto dalla Gattopardiana liberazione dal regno delle due Sicilie, dove, alla fine , “..tutto è rimasto come prima, anzi meglio di prima…” ma non per l’uomo qualunque siciliano. Seppur rispettando i valori e le persone per bene degli amici di Siciliani liberi ritengo che il “sistema italiano” a cui da qualche secolo siamo legati, come siciliani, non permetterà mai di realizzare una effettiva autonomia, considerato il comportamento di alcuni politici locali, che hanno usato la autonomia solo come merce di scambio con Roma. Ma tornando alla scuola condivido la posizione della signora Evy De Marco su una scuola libera dove ci sia più spazio per la educazione e la cultura affidata sia alle strutture pubbliche sia alle strutture private (preciso che la mia esperienza d’ insegnante inizia con la scuola privata, con annesse virtù e vizi), ma ritengo che scuola pubblica e scuola privata devono recuperare, con seri programmi ministeriali quei valori come la famiglia, che purtroppo vediamo scemare nei volti e nei comportamenti dei nostri ragazzi. Lo stato prima di farci lavorare con l’Alternanza Scuola Lavoro, dovrebbe recuperare dentro la psicologia e dentro l’animo dei nostri ragazzi valori come la famiglia, la speranza, l’impegno, la motivazione . Dovremmo inserirci nei sindacati e nelle commissioni istituzionali o “tartassare “ onorevoli per recuperare la famiglia come piccola società da cui dipende la sorte di uno Stato, e per promuovere la educazione e la formazione per la famiglia, proprio in un mondo in cui la famiglia è in crisi. Capisco, come dice qualcuno, che questi sono discorsi da preti oppure omelie da preti, ma, forse non si è compreso che se oggi manca qualcosa di importante nella società sopra tutto per riordinarla, è proprio la scuola pubblica e privata che potrebbero raccogliere questa sfida, che forse per alcuni è demagogica. Caro Presidente mi pare che il tuo intervento a Palermo nel congresso degli amici di Siciliani Liberi mi pare che sia stato chiaro sulla sfida che il nostro partito intende raccogliere grazie a Te e quei pionieri che con Te hanno promosso Società e Famiglia.

Aurelio D’Amico dalla Sicilia

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