Una strada da scegliere. Commento alle amministrative 2017.

 

Il centrosinistra si lecca le ferite. I grillini sono in via di estinzione. Il centrodestra esulta, ma i numeri non sono incoraggianti. La realtà politica italiana è seriamente preoccupante. Con una affluenza alle urne che al ballottaggio si attesta tra un minimo del 26 ed un massimo del 47% c’è veramente poco da esultare.

Ancora una volta queste elezioni amministrative nel complesso (1° e 2° turno) confermano quanto già risulta evidente dall’analisi delle precedenti amministrative, politiche e, specularmente, referendarie. Confermano cioè che una parte consistente e qualificante della popolazione non va a votare quando sono in ballo poltrone, va invece quando sente l’importanza degli argomenti in campo. Il motivo? Osiamo pensare che sia quello che ci ha portato a concepire e proporre un nuovo partito, incentrato sulla famiglia come modello di buon governo: la preoccupazione per una realtà sociale italiana decadente, determinata da decenni di malgoverno. Le persone non credono più ai vecchi partiti in campo né ai loro rappresentanti confusi e chiacchieroni, ed usano l’unica arma disponibile a disposizione, anche se in fondo inefficace: l’astensione. Ma i dinosauri non si accorgono del cambio climatico che li farà estinguere. I capi dei partiti oggi in Parlamento somigliano alcuni a questi (sembra che da secoli sono seduti sulle poltrone del potere), altri a meteore che brillano per un attimo e poi subito si spengono non senza aver fatto intorno a sé terra bruciata.

Bisogna pensare con visione futura. Preparare una nuova generazione di politici competenti e con chiaro interesse per il bene comune. Bisogna abbandonare i partiti senza idee e progetti, responsabili dello scadimento del popolo italiano, e realizzare un partito guida basato su una idea nuova, chiara ed illuminante. Bisogna sostituire i personaggi politici senza ideali con persone capaci di trasfondere gli ideali in progetti nuovi e concreti. Nessun sincretismo è possibile a partire da vecchie teorie e vecchie abitudini.

L’idea nuova c’è, le persone capaci coerenti con queste idee anche, ma devono essere di più: tanti giovani vanno aiutati a formarsi e avvicinarsi al mondo della politica ed acquistando certezza nei principi, competenza nella gestione della cosa pubblica, e speranza nella progettualità.

Pensiamo che la metà degli italiani oggi sia disposta a dare fiducia al rinnovamento: dobbiamo arrivare alla loro mente ed al loro cuore. Bisogna fare di più. E FAREMO!

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