La speranza

Delusione, rabbia, senso di impotenza , amarezza, malcontento i sentimenti che in questi mesi serpeggiano tra gli italiani.

Ogni giorno i giornali e le televisioni riportano un avvenimento di malgoverno, di insensibilità istituzionale, di malversazione, di corruzione, di privilegio, di suicidio per motivi economici, di ingiustizie perpetrate dalla legislazione, di impoverimento nell’anima e nel corpo. Un malcontento, una tristezza ed una paura del futuro palpabili nella società; eppure chi è stato delegato dai cittadini a governare e legiferare produce parole vuote, si accapiglia e strepita nei salotti televisivi, ma tutti loro sono ben attenti a partecipare ai sacrifici che si chiedono ai governati. E allora comprendi che la loro è una commedia che per molti altri si trasforma in tragedia; è un gioco delle parti in cui ognuno di loro ha sempre buone ragioni da far valere e gli altri nessuna.

Ma la speranza è un sentimento ben saldo nell’anima ed allora decidi di prendere coscienza che si può cambiare, che si può proporre di ribaltare questa sensazione di incertezza del futuro, di trasformare la debolezza in forza.

Unirsi con altre persone per uscire dal tunnel in cui ci siamo ritrovati; lasciarsi guidare dal buon senso e fondare la propria ripresa su tutti gli altri.

È un’utopia, le caste ed il potere economico sono troppo forti!

Sono sì forti, ma la loro vigoria è basata sulla nostra divisione, sulla nostra debolezza, sul nostro delegare ad altri, sul nostro disinteresse della cosa pubblica, sull’avere pensato troppe volte che non erano “fatti nostri”.

Allora devi tentare, devi metterti in gioco per far mettere in gioco anche gli altri. Non abbiamo leader perché vogliamo che ognuno sia leader di sé stesso, artefice della propria vita e delle persone a lui affidate.

Se vogliamo che la società cambi, dobbiamo per prima cambiare noi; se desideriamo incidere sulla collettività dobbiamo iniziare a rivalutare la famiglia, per prima la nostra e poi quella di tutti gli altri.

Dobbiamo riscoprire quei valori morali, sentimentali, spirituali che vivevano le famiglie dei nostri nonni, recidere i tentacoli dell’egoismo e del consumismo, ritrovare la gioia del dare e del ricevere, riconoscere i valori di giustizia, solidarietà e sussidiarietà ad ognuno ed a tutti.

Si dice che i detti antichi non sbagliano ed allora noi proponiamo “Volere è potere”; se anche per gli altri è lo stesso riusciremo a vedere crescere da questo piccolo seme una pianta grande e forte.

A. Pisani, 2013

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