Battipaglia 19-20 settembre 2015


 

SCUOLA

La scuola ha il compito di coadiuvare i genitori nella formazione dei figli. Essa ha un ruolo meramente sussidiario nei confronti della famiglia. Per quanto riguarda l’istruzione nei campi  caratterizzati da materie letterarie, scientifiche, tecniche, l’azione della scuola è preminente perchè alla famiglia mancano le competenze.  Diverso è il suo ruolo per ciò che concerne l’educazione alla persona con educazione della persona: educazione alle virtù umane, all’amore, alla sessualità e alla trasmissione dei principi ispiratori dell’agire umano.  Quindi SeF ,calandosi  nella condizione attuale della scuola italiana, prevede, contrariamente a quanto  normativamente previsto,  che l’educazione all’affettività non venga inserita nei Piani di offerta formativa (P.O.F) di tutte le scuole. E, solo nel causo in cui ci sia esplicita richiesta  da parte della famiglia,  quest’ ultima possa essere coadiuvata.

POLITICA ESTERA

Linee programmatiche per la politica del Mediterraneo – Convegno della Scuola di Formazione Politica 21 giugno 2015

La particolare configurazione geografica della nostra terra – a sud dell’Europa, a Nord dell’Africa, al centro del bacino del Mediterraneo – non a caso fa considerare l’Italia pontile d’Europa verso l’Africa ed il Medio Oriente.

Questa posizione ha significato molto, storicamente, quando le vie commerciali sfruttavano i percorsi marittimi. Anche oggi il Mediterraneo può costituire una risorsa preziosa, una sorta di polmone liquido. Pertanto una politica oculata deve mirare ad utilizzare questa risorsa.

È opportuno rielaborare una strategia in tale direzione, proiettata nel futuro, che superi, inglobi, e coordini gli interventi a volte anche positivi del passato, che però oggi appaiono scoordinati, parcellari e succubi di interessi europei ed extraeuropei in cui il ruolo e i legittimi interessi dell’Italia restano mortificati. Serve un ruolo di leadership dell’Italia quale paese UE capofila del processo di gestione dei problemi e di integrazione tra l’area UE e quella dei paesi che si affacciano sulle coste del Mediterraneo, con particolare riguardo a quelli di matrice islamica al fine di smorzare le tensioni in essere e fare prevalere una cultura di  “scambio di doni ”  piuttosto che di “prove di forza”, che coniughi la fraternità con la giustizia. Nella nostra proposta politica ci lasciamo guidare dall’immagine del “buon padre di FAMIGLIA”; se qualcuno bussa alla sua porta chiedendo aiuto egli non nega il soccorso, non vede minacce ovunque ci sia uno straniero. Accogliendo lo sconosciuto nella propria casa, però, si impegna a  garantire la sicurezza dei suoi figli che sono la sua priorità.

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SeF  propone:

Obbiettivo: Rendere  l’Italia coordinatrice delle politiche commerciali e sociali dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Strategia: Ottenere dall’Unione Europea la delega a progettare e pianificare gli interventi necessari allo sviluppo delle politiche del Mediterraneo. Gestire i piani finanziari corrispondenti e continuare a tessere rapporti di amicizia, collaborazione e sviluppo con i paesi del Mediterraneo.

Principi: Rispetto della autodeterminazione dei popoli e delle culture e della Carta dei Diritti Universali dell’Uomo, Promozione dello sviluppo agricolo, industriale, culturale dei popoli. Rimozione progressiva delle barriere commerciali, non mortificando i prodotti nazionali. Normalizzazione degli elementi amministrativi che consentono ad ogni cittadino di assumere le proprie responsabilità e godere dei relativi diritti con particolare riferimento all’immigrazione.

Azioni: Promozione di partenariato agricolo, industriale, infrastrutturale, artigianale, culturale, sanitario. Creazione di un ente nazionale finalizzato a governare ciascuno di questi progetti: organismo ideato, studiato e progettato dall’Italia con i singoli partners del Mediterraneo, che prepari il trattato da stipulare tra l’Europa e le singole nazioni partecipanti. Nel futuro il trattato può evolvere ed essere stipulato tra l’Europa ed una costituenda aggregazione di paesi rivieraschi del Mediterraneo.

Problematiche :

Intraeuropea: superare le difficoltà generate dalle recenti modalità di politica francesi, ed inglesi .

Extraeuropea : superare le difficoltà generate dalle attuali modalità di politica statunitensi.

Vantaggi attesi:

A finalizzare questa progettualità ci aiutano le contingenze attuali: una visione più ampia del semplice tentativo di arginamento dell’immigrazione può essere vantaggiosa per l’Italia e liberatoria per le altre nazioni europee. A noi italiani permetterebbe di acquistare un ruolo attivo nella gestione di una parte di mondo, e contemporaneamente risolvere i problemi di decadenza di un paese che rischia di diventare deserto, senza forze, senza futuro. L’Italia obbedirebbe così anche a quella capacità di accoglienza secolare e potenziamento delle energie dei popoli che l’ha sempre contraddistinta nei secoli. “Italia terra accogliente  e sicura” ne sarà caratteristico slogan .

In attesa che ciò si verifichi, data l’attuale situazione politica, lo Stato italiano deve, tenendo conto che la democrazia non è merce da esportazione ma naturale conseguenza di progresso culturale e sociale di un popolo:

– riordinare e potenziare il proprio servizio di intelligence nell’area del Mediterraneo

– costituire con i paesi mediterranei – stabili politicamente – un comando interforze volto a prevenire atti terroristici, che tendono a destabilizzare i paesi d’Europa e del Mediterraneo

– assumere un ruolo primario per cercare una definitiva soluzione alle problematiche relative ai territori della Palestina

– coinvolgere in questa visione politica anche Paesi che non si affacciano direttamente sul Mediterraneo, quali l’Iran e la Russia

– ridiscutere le mansioni della NATO, che allo stato rappresentano solamente la mano armata degli Stati Uniti d’America in Europa, in Africa ed in Asia, avendo perso la loro funzione originaria di difesa dall’Unione Sovietica, attualmente disgregatasi; in questo ambito assume particolare rilievo la presenza di armi atomiche disseminate nel nostro territorio che devono ritornare nei territori americani. La questione Nato va affrontata con prontezza e determinazione atteso che il Medio Oriente è sotto attacco dell’ISIS che riceve appoggi dal governo turco il cui scopo è di ricostituire l’Impero Ottomano e dagli stati del Golfo d’Arabia, che trovano coperture per la fornitura di armi dagli USA.

Per quanto riguarda la questione degli immigrati bisogna interagire con il governo riconosciuto della Libia e quelli dei Paesi limitrofi ad essa per creare un centro di accoglienza e smistamento in una zona franca della nazione libica dove verificare l’effettiva veridicità dei richiedenti asilo politico; contemporaneamente coloro che cercano lavoro in Europa devono essere indirizzati a secondo delle reali necessità dei Paesi di destinazione richiesta. D’altra parte bisogna ricordare che molti che si spostano in cerca di lavoro sono persone cacciate via dai loro territori per la presenza delle multinazionali che acquistano terreni per le coltivazioni di OGM. Pertanto tali costi devono essere sostenuti  anche da  tali organismi.

Politica europea (addendum al documento Sintesi programmatiche del 10.06.2012)

L’Europa dei popoli va realizzata mediante la previsione della Costituzione europea, base giuridica dell’Unione. Pertanto va eletta una assemblea costituente a suffragio universale diretto. 

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SALUTE

Il sistema sociale italiano deve essere aperto alla vita in tutti gli aspetti. Il mantenimento della buona salute è un obiettivo per tutti i cittadini.

Lo stato assiste i cittadini erogando per ogni necessità un bonus che essi possono  utilizzare nelle strutture assistenziali che ritengono più consone alla cura. Le strutture assistenziali per acuti, tutte da considerare come servizio pubblico, sono di configurazione privata, anche se nate da enti locali; esse pertanto entrano in concorrenza e si affermeranno se offrono servizi di qualità o si estingueranno senza salvataggi statali.

Lo stato e gli enti territoriali non possiedono né gestiscono strutture assistenziali.

Le strutture sanitarie sono a gestione privata; gli organigrammi assistenziali devono rispondere alle più avanzate norme assistenziali e di meritocrazia. La prestazione dei professionisti di tutte le professioni sanitarie sono vincolate ad una singola struttura. Le strutture sanitarie possono attivarsi ed agire solo se ricevono l’accreditamento dall’organo dello stato a ciò deputato. I requisiti per l’accreditamento sono contenuti nella normativa ad hoc valida in tutto il territorio nazionale. Per tutti lo stato vigila sulla qualità e corretta somministrazione delle prestazioni sanitarie.

Il sistema sanitario globale è strutturato in unità di base estremamente diffuse sul territorio in cui si aggregano i medici di famiglie ed i preesistenti ambulatori o centri poli-specialistici, e centri ad alta tecnologia localizzati in rapporto razionale con le unità di base.

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