L’Italia – sita a sud dell’Europa, a Nord dell’Africa ed al centro del bacino del Mediterraneo – non a caso  è considerata  il pontile d’Europa verso l’Africa e il Medio Oriente.

Questa posizione ha significato molto, storicamente, quando le vie commerciali sfruttavano i percorsi marittimi. Anche oggi il Mediterraneo può costituire una risorsa preziosa, una sorta di polmone liquido. Pertanto una politica oculata deve mirare ad utilizzare questa risorsa.

È opportuno a rielaborare una strategia in tale direzione, proiettata nel futuro, che superi, inglobi, e coordini gli interventi a volte anche positivi del passato, che però oggi appaiono scoordinati, parcellari, e succubi di interessi europei ed extraeuropei in cui il ruolo e vantaggi dell’Italia restano mortificati.

SeF  propone:

Obbiettivo: Rendere  l’Italia coordinatrice delle politiche commerciali e sociali dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo.

Strategia: Ottenere dall’Unione Europea la delega a progettare e pianificare gli interventi necessari allo sviluppo delle politiche del Mediterraneo, gestendo i  piani finanziari corrispondenti .

Principi: Rispetto della autodeterminazione dei popoli e delle culture. Promozione dello sviluppo agricolo, industriale, culturale dei popoli. Rimozione progressiva delle barriere commerciali. Scambio alla pari di risorse di base. Normalizzazione degli elementi amministrativi che consentono ad ogni cittadino di assumere le proprie responsabilità e godere dei propri diritti.

Azioni: Promozione di partenariato agricolo, industriale, infrastrutturale, artigianale, culturale, sanitario. Creazione di un ente nazionale finalizzato a governare ciascuno di questi progetti: organismo, ideato, studiato e progettato dall’Italia con i singoli partners del Mediterraneo, prepara il trattato da stipulare tra Europa e le singole nazioni partecipanti. Nel futuro il trattato può evolvere ed essere stipulato tra i membri di una Confederazione del Mediterraneo.

Problematiche :

Intraeuropea: superare le difficoltà generate dalla presenza di interessi francesi e inglesi, ed eventualmente iberici

Extraeuropei : superare le difficoltà generate dalla presenza degli interessi statunitensi .

Vantaggi attesi:

A finalizzare questa progettualità ci aiutano le contingenze attuali: una visione più ampia del semplice tentativo di arginamento dell’immigrazione può essere vantaggiosa per l’Italia e liberatoria per le altre nazioni europee. A noi italiani permetterebbe di acquistare un ruolo attivo nella gestione di una parte di mondo, e contemporaneamente risolvere i problemi di decadenza di un paese che rischia di diventare deserto, senza forze, senza futuro. L’Italia obbedirebbe così anche a quella capacità di accoglienza secolare e potenziamento delle energie dei popoli che l’ha sempre contraddistinta nei secoli. Italia terra accogliente  e sicura ne sarà caratteristico slogan .

In attesa che ciò si verifichi, data l’attuale situazione politica lo Stato italiano deve, tenendo conto che la democrazia non è merce da esportazione ma naturale conseguenza di progresso culturale e sociale di un popolo:

– riordinare e potenziare il proprio servizio di intelligence nell’area del Mediterraneo,

– costituire con i paesi mediterranei – stabili politicamente – un comando interforze volto a prevenire atti terroristici, che tendono a destabilizzare i paesi d’Europa e del Mediterraneo,

– assumere un ruolo primario per cercare una definitiva soluzione alle problematiche relative ai territori della Palestina,

– coinvolgere in questa visione politica anche Paesi che non si affacciano direttamente sul Mediterraneo, quali l’Iran e la Russia,

-ridefinire le mansioni della NATO, che allo stato rappresentano solamente la mano armata degli Stati Uniti d’America in Europa, in Africa ed in Asia, avendo perso la loro funzione originaria di difesa dall’Unione Sovietica, attualmente disgregatasi; in questo ambito assume particolare rilievo la presenza di armi atomiche disseminate nel nostro territorio che devono ritornare nei territori americani. La questione Nato va affrontata con prontezza e determinazione atteso che il Medio Oriente è sotto attacco dell’ISIS che riceve appoggi dal governo turco il cui scopo è di ricostituire l’Impero Ottomano e dagli stati del Golfo d’Arabia, che trovano coperture per la fornitura di armi dagli USA.

Per quanto riguarda la questione degli immigrati bisogna interagire con il governo riconosciuto della Libia e quelli dei Paesi limitrofi ad essa per creare un centro di accoglienza e smistamento in una zona franca della nazione libica dove verificare l’effettiva veridicità dei richiedenti asilo politico; contemporaneamente coloro che cercano lavoro in Europa devono essere indirizzati a secondo delle reali necessità dei Paesi di destinazione richiesta. D’altra parte bisogna ricordare che molti che si spostano in cerca di lavoro sono persone cacciate via dai loro territori per la presenza delle multinazionali che acquistano terreni per le coltivazioni di OGM. Pertanto tali costi devono essere sostenuti  anche da  tali organismi.

E’ evidente che tali proposte, elaborate prima del referendum greco del 5 Luglio, possono subire variazioni in seguito all’esito di tale Referendum. Crediamo che, qualunque sia il suo esito, in Grecia ci sarà una situazione caotica che servirà anche ad impaurire gli altri Popoli europei pericolanti. Per tale motivo SEF ritiene che sia necessario creare un collegamento con gli altri Paesi del sud Europa, Grecia compresa, dotandosi anche di pagamenti domestici svincolati dal debito. E’ indispensabile unire le forze di tali Paesi per creare una forza valida alla tecnocratica prepotenza dell’Unione Europea, considerando che i Paesi del BRICS sarebbero certamente interessati ad aiutarli.

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